I luoghi di Pasolini

Il nome di Casarsa della Delizia è strettamente legato alla memoria di Pier Paolo Pasolini, che visse a Casarsa (paese natale della madre) a lungo nel periodo della seconda guerra mondiale e del dopoguerra. Qui iniziò la propria attività di insegnante e di intellettuale, dando vita a quella "Academiuta di Lenga Furlana" che tanta importanza ebbe nella rinascita della letteratura friulana. Lo stesso Pasolini scrisse nel friulano di Casarsa. Nato a Bologna nel 1922, fin dall’infanzia ha dimestichezza e familiarità con il Friuli e con Casarsa. Nel 1943 mentre il padre è prigioniero in Africa, la famiglia decide di trasferirsi nel paese friulano. E’ un periodo culturalmente fertile per Pier Paolo: dal 1942 infatti, iniziano le sue produzioni poetiche, come le famose Poesie a Casarsa e le corrispondenze epistolari su suoi progressi letterari con critici di fama nazionale. Qui cantò con stupendi versi le limpide acque, la roggia Versa, Versuta, i campi, il Glisiùt, il Tilimint, le sue genti e lo fece nella parlata locale, elevandola a lingua.

Nel 1993 l’Amministrazione Provinciale di Pordenone ha acquistato la Casa Colussi e, con il contributo della regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, ha realizzato una serie di lavori di manutenzione straordinaria che si è conclusa nel 1999 con il recupero dell’edificio principale del complesso edilizio. Il completamento di questo recupero prevede la ricomposizione del giardino esterno, dei locali dell’Academiuta di Lenga Furlana e la creazione di una moderna struttura adiacente al corpo principale.
Già nel 1994 l’Amministrazione Provinciale di Pordenone e i Comune di Casarsa della Delizia avevano stipulato un accordo di collaborazione, ora rinnovato ed integrato, per dare vita al "Centro Studi Pier Paolo Pasolini" e sviluppare altre iniziative riguardanti la figura e l’opera del poeta.
Il Centro Studi possiede una ricca raccolta di materiale originale, fra cui spiccano i "Quaderni Rossi" e i manoscritti di "Poesie a Casarsa", l’opera teatrale in friulano "I Turcs tal Friul" e, in generale, la complessa produzione poetica del periodo casarsese, di sicuro interesse per i molti studiosi ed appassionati. Inoltre, sono depositate le prime edizioni delle opere a stampa, da "Poesie a Casarsa" agli "Stroligut", per proseguire con tutte le altre pubblicazioni degli anni successivi. A completamento è da segnalare la completa filmografia con l’aggiunta di altri interessanti documenti filmati, la rassegna di articoli della stampa italiana di e su Pasolini raccolti fino ai giorni nostri, i lavori di Tesi che hanno partecipato alle varie edizioni del "Premio Nazionale Tesi di Laurea Pier Paolo Pasolini".

Il piano terra ospita una mostra permanente suddivisa in stanze tematiche che illustrano la poliedrica attività di Pasolini. È possibile ammirare i dipinti ed i disegni a china realizzati negli anni di permanenza a Casarsa ed i manifesti politici che venivano affissi solitamente sotto la vecchia Loggia Comunale di San Giovanni.
La mostra si completa con una sezione ricca di immagini fotografiche di Pasolini e la sua famiglia ed un’altra sezione dedicata all’attività pedagogica e letteraria degli anni friulani con l’illustrazione dei principali luoghi del territorio locale che tanta parte hanno nelle liriche e nella prosa pasoliniana, come Versuta, la vecchia chiesa di Santa Croce, li Fondis, il cimitero di Casarsa, il Tagliamento ed i paesi limitrofi.

Partendo dalla casa materna è possibile percorrere un itinerario storico e culturale nei principali luoghi della memoria di Pier Paolo Pasolini a Casarsa della Delizia

Informazioni per visite guidate e per iniziative del Centro Studi Pier Paolo Pasolini: (0434870593)
presso la Biblioteca Civica (0434873981; mail: biblioteca.casarsa@tin.it)
oppure Pro Casarsa della Delizia (0434871031; mail: procasarsa@tin.it).

La chiesa di Santa Croce

Nei primi giorni di novembre dei 1975 qui fu portata la salma del poeta tragicamente scomparso, accolta pietosamente da Padre David Maria Turoldo. In questa chiesa si trova la lapide votiva per lo scampato pericolo dell’invasione turca del 1499, da cui Pier Paolo Pasolini prese lo spunto per scrivere il dramma teatrale "I Turcs tal Friùl".

Versuta

Nel 1944, per il pericolo dei bombardamenti aerei, Pier Paolo Pasolini sfollava da Casarsa a Versuta ospite della famiglia di Ernesta Bazzana. A Versuta oltre la Chiesa di Sant’Antonio Abate tra i luoghi pasoliniani vi è il "Ciasèl". In questo piccolo edificio adibito a ricovero attrezzi, in mezzo al prato degli Spagnol non lontano dalle acque fresche e correnti della roggia Versa, Pier Paolo Pasolini era solito, durante la bella stagione, ritrovarsi con i suoi allievi. Attualmente il casello, che è proprietà privata, è in uno stato precario e necessita di interventi conservativi. Al centro della piazza di Versuta, vicino alla Chiesa da segnalare la fontana, elevata a simbolo locale della lirica pasoliniana.

San Giovanni

Nella loggia a fianco il Duomo, Pier Paolo appendeva i famosi manifesti murali e dialogava con le armi della poesia. Era il periodo di aspri contrasti civili e politici che rendevano contrapposte le gerarchie ecclesiastiche e democristiane a comunisti e socialisti. Era il periodo della sua militanza politica nel PCI locale.

Cimitero di Casarsa

Con una visita al cimitero di Casarsa della Delizia, in via Valvasone a nord dell’abitato, si conclude "il viaggio pasoliniano". Varcato il cancello d’ingresso a sinistra c’è la sua tomba: una semplice lastra marmorea con l’iscrizione "Pier Paolo Pasolini (1922- 1975)" con alle spalle un albero di alloro. Al suo fianco riposa la mamma, Susanna Colussi. Nello stesso cimitero si trovano anche il fratello Guido e il padre Carlo Alberto.
La tomba progettata dall’arch. Gino Valle è caratterizzata, oltre che dalla essenzialità, da una traccia marmorea simbolica che taglia il vialetto di ghiaia.